Investire nei Mercati Emergenti

L’interesse per la Shariah

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C’è chi considera come unico principio guida di un investimento la crescita dei propri asset e chi invece segue regole più complesse. In particolare nel mondo musulmano, si è andata rafforzando la domanda di investimenti conformi alla legge islamica (Sharia o Shariah), che rispettino una serie di norme e principi religiosi. Considerando che la popolazione musulmana globale raggiungerà 2,2 miliardi di persone entro il 2030, equivalenti a più di un terzo della popolazione mondiale[1], prevedo che la crescente domanda di veicoli d’investimento conformi alla Shariah sia destinata a continuare.

Per conoscere il mondo degli investimenti conformi alla Shariah, ho chiesto a Dennis Lim, nostro amministratore delegato senior e Portfolio Manager, Templeton Emerging Markets Group, di illustrarci il processo di due diligence adottato dal nostro team per soddisfare le esigenze di chi desidera questi particolari investimenti azionari.

Franklin Templeton Distributors Inc. è il distributore principale dei soli prodotti Franklin Templeton Investments registrati negli Stati Uniti. Lo scambio di opinioni che abbiamo avuto con Dennis Lim e che riportiamo qui di seguito riguarda prodotti e servizi non statunitensi non disponibili in tutte le giurisdizioni e per residenti statunitensi, oltre che offerti fuori dagli Stati Uniti da altre società affiliate di Franklin Templeton Investments e/o dai rispettivi distributori, come consentito dalle leggi locali. Vi invitiamo a rivolgervi al vostro consulente professionale per informazioni sulla disponibilità di prodotti e servizi nella vostra giurisdizione.

Dennis Lim

Lo scopo degli investimenti azionari conformi alla Shariah è analogo a quello di molti altri investimenti azionari (conseguimento di plusvalenze e/o reddito), con un vincolo importante: qualora l’attività principale di un’azienda sia ritenuta non conforme alla legge della Sharia, un gestore di portafoglio non può acquistarne, detenerne o venderne le azioni, poiché gli investitori sono ritenuti “partner” che partecipano agli utili d’impresa.

In che cosa consiste la conformità alla Shariah?

Nonostante sia in corso un dibattito sui diversi gradi di “conformità”, vi sono certi principi da rispettare in qualsiasi caso. Per esempio, una società non può essere coinvolta in attività vietate quali il gioco d’azzardo, oppure la produzione e la vendita di alcol, carne di maiale o altri cibi “haram” (proibiti). In generale, un’azienda non può assumere prestiti a interesse o detenere cespiti eccedenti in un conto fruttifero, perché quando essa è finanziata sulla base di interessi, i fondi impiegati nell’attività sono considerati impuri. Di conseguenza, le società che erogano servizi finanziari a interesse o contraggono debiti significativi di norma sarebbero escluse da un portafoglio conforme alla Shariah.

Ovviamente, molte società non superano il test di conformità e l’universo di società investibili da cui scegliere è pertanto notevolmente inferiore. Per esempio, tutte le banche tradizionali sono considerate “haram” e ciò è fonte di problemi perché, soprattutto in numerosi mercati emergenti, il settore bancario è uno dei maggiori del mercato.

Per decidere se una società possa essere considerata conforme, ci avvaliamo di esperti studiosi della Shariah e il processo è piuttosto lungo e laborioso. I nostri portafogli conformi alla Shariah, non domiciliati negli Stati Uniti, sono sottoposti a un esame indipendente e approvati dall’Amanie International Shariah Supervisory Board, un organismo estremamente apprezzato per la profonda competenza tecnica e in materia di Shariah. Gli esperti di Amanie forniscono un’approvazione iniziale degli obiettivi e delle strategie d’investimento, oltre a servizi di monitoraggio e supervisione costanti allo scopo di garantire il continuo rispetto dei principi e delle norme Shariah accettati in tutto il mondo. Se una delle nostre partecipazioni non è più considerata conforme alla Shariah, dobbiamo venderla entro un periodo di tempo ragionevole.

Desidero sottolineare che i principi che regolano gli investimenti conformi alla Shariah non impediscono necessariamente a un’azienda di operare in modo efficiente o redditizio. Alcuni ritengono addirittura che una maggiore dose di disciplina possa essere un vantaggio.

Pur essendo difficile individuare opportunità conformi alla Shariah, riusciamo a identificare un gran numero di buone società in molte aree del mondo che rientrano nei parametri. In India, per esempio, vi sono migliaia di società quotate e scopriamo regolarmente aziende che a nostro giudizio sono potenziali candidate all’inclusione in portafogli conformi alla Shariah.

Il processo di screening

Il nostro team seleziona le opportunità da un potenziale universo di circa 25.000 titoli di tutto il mondo. Valutiamo le società sulla base di determinati indici finanziari, in funzione di algoritmi predefiniti, qualità della gestione, impegno ad assicurare buoni livelli di corporate governance, ecc. In linea con la filosofia d’investimento bottom-up che si applica a tutti i nostri portafogli Templeton, seguiamo un processo rigoroso e disciplinato che analizza dettagliatamente le attività operative di ogni società, per poi affinare le analisi e le informazioni fornite da una rete internazionale di specialisti della gestione del rischio situati in loco. Una volta compilata la nostra “Lista d’azione”, passiamo a un secondo processo di selezione per escludere le società non conformi alla Shariah e ottenere così un elenco di titoli conformi alla Shariah per il nostro portafoglio. Franklin Templeton vanta gestori patrimoniali esperti in materia di strategie conformi alla Shariah e che operano in centri chiave della finanza islamica a Singapore, in Malesia, negli Emirati Arabi Uniti e a Hong Kong; siamo uno dei pochi gestori patrimoniali esteri ad avere attività autonome in Malesia.

Per tutti i nostri potenziali investimenti, la prima fase del processo di screening consiste nell’identificazione di società che sembrano essere scambiate a sconto, sulla base delle nostre stime di valore intrinseco futuro. Successivamente restringiamo i nostri potenziali investimenti conducendo un’analisi completa dei fondamentali e quantitativa su ogni singola società, al fine di valutare il valore di lungo periodo. Un obiettivo importante del processo è capire realmente l’impresa, la sua qualità manageriale, l’assetto proprietario, la corporate governance e l’impegno a creare valore per gli azionisti. Le visite alle società sono una componente fondamentale del processo, in quanto ci consentono di osservarne le infrastrutture e di parlare con il management. Il processo decisionale è condotto a livello di team.

I titoli conformi alla Shariah costituiscono un segmento del nostro universo dei mercati emergenti, ma in pratica non vi sono differenze nelle nostre modalità di selezione dei titoli per tutti i portafogli. Una volta che i titoli abbiano superato il nostro processo rigoroso e siano stati inseriti nella nostra Lista d’azione, analizziamo quest’ultima allo scopo di identificare quelli conformi alle regole degli investimenti secondo la Shariah. Una cosa che abbiamo notato è che le società conformi alla Shariah tendono ad avere bilanci estremamente efficienti. Le società che hanno capitali eccessivi o troppo esigui sarebbero escluse dalla selezione secondo i principi degli investimenti conformi alla Shariah.

I consulenti per la Shariah partecipano a ogni fase del processo. Inizialmente ci forniscono un elenco dei titoli che hanno superato i loro test di conformità alla Shariah. Durante la nostra ricerca sulle società, se i nostri studi dimostrano che un titolo è conforme alla Shariah e quel titolo non è incluso nell’elenco dei consulenti per la Shariah, discutiamo con loro i motivi dell’esclusione. Il fatto che la conformità delle società alle leggi della Shariah sia regolarmente verificata, fa sì che i titoli vengano costantemente inseriti ed eliminati a causa di variazioni negli stati patrimoniali e nei conti economici delle società.

Gestione del portafoglio

Dopo aver costruito un portafoglio, esaminiamo costantemente i fattori che apportano contributi positivi/negativi alla performance. La nostra metodologia di vendita disciplinata può entrare in azione quando il prezzo di un titolo supera la nostra stima di valore equo, oppure nel caso in cui pensiamo che un altro titolo offra un potenziale di valore maggiore o laddove in una società si verifichi un cambiamento fondamentale che alteri le nostre previsioni ovvero — nel caso di portafogli conformi alla Shariah — faccia sì che la società non sia conforme. Il nostro team esamina regolarmente i portafogli per verificare il rispetto degli obiettivi e principi d’investimento.

Mediante questo processo, crediamo che i nostri portafogli conformi alla Shariah, non domiciliati negli Stati Uniti, riflettano le migliori idee d’investimento del Templeton Emerging Markets Group e siano anche in grado di soddisfare i requisiti esclusivi degli investitori islamici.

 

Importante informativa legale

Tutti gli investimenti comportano rischi, inclusa la perdita del capitale. Le strategie d’investimento focalizzate sugli strumenti conformi alla Shariah possono essere esposte a un rischio più elevato di fluttuazione del valore rispetto a una strategia maggiormente diversificata. Gli investimenti conformi alla Shariah sono soggetti a rischi aggiuntivi, quali il rischio di conformità alla Shariah, ossia il rischio che la performance di una strategia fondata su investimenti conformi alla Shariah possa essere inferiore a quella di altre strategie che non si prefiggono di rispettare rigorosamente i principi della Shariah, poiché ai sensi di questi ultimi una strategia conforme alla Shariah potrebbe essere costretta a cedere, ovvero dover evitare di acquistare, alcuni titoli che generano performance brillanti. Gli investimenti in titoli esteri comportano rischi particolari quali fluttuazioni dei cambi, instabilità economica e sviluppi politici. Gli investimenti nei paesi dei mercati emergenti implicano rischi più accentuati connessi con gli stessi fattori, oltre a quelli associati alle minori dimensioni dei mercati in questione, ai volumi inferiori di liquidità e alla mancanza di strutture legali, politiche, economiche e sociali consolidate a supporto dei mercati mobiliari.



[1]  Fonte: Pew Research Center, gennaio 2011: “The Future of the Muslim Population.” Nel 2010, la popolazione musulmana è stata calcolata pari a 1,6 miliardi di persone, destinate a salire a 2,2 miliardi entro il 2030.

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