Investire nei Mercati Emergenti

È il momento giusto per investire!

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Mi sono spesso ritrovato a parlare in occasione di conferenze sugli investimenti in tutto il mondo e mi sono imbattuto in domande di ogni genere: dalle mie prospettive per un determinato mercato a concetti molto sofisticati in materia di investimenti. Anni fa, durante una conferenza in Canada alla quale ho partecipato insieme al rimpianto John Templeton, il fondatore di Templeton Investments, mi è stata posta da una giovane donna una domanda apparentemente semplice e che non passa mai di moda. La giovane in questione mi chiese: “Ho appena ereditato del denaro da mio nonno. Qual è il momento migliore per investirlo?”. John Templeton, che in quel momento era sul palco, rispose dopo una breve pausa con altrettanta semplicità: “Il momento migliore per investire è quando hai i soldi”. A giudicare dalle risate in sala, sia io sia il pubblico apprezzammo la risposta, ma rimasi incuriosito dal significato più profondo che quella risposta racchiudeva e, quindi, mi sono documentato.

Dopo aver condotto studi storici di mercato, ho visto emergere due importanti tendenze del mercato azionario: storicamente, le fasi di rialzo di mercato hanno portato più profitti delle perdite causate dalle fasi di ribasso. Per quanto riguarda la durata, invece, le fasi di rialzo sono durate più a lungo rispetto a quelle di ribasso. Detto ciò, se si investisse tramite un piano di accumulo del capitale, ossia investendo sistematicamente la stessa somma di denaro a cadenza periodica mensile o trimestrale per diversi anni, ci si ritroverebbe nel lungo termine in una fase di rialzo piuttosto che in una di ribasso[1]. Fermo restando che la performance del passato non è indice di risultati futuri, studi storici dimostrano che in termini percentuali le fasi di rialzo del mercato hanno portato maggiori profitti rispetto alle perdite causate dai mercati in ribasso. Inoltre, se si continuasse ad aggiungere costantemente fondi durante i cicli delle fasi di ribasso, con la stessa somma sarebbe possibile acquistare più azioni.

L’importanza di una visione a lungo termine

Tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare quando si parla di investire durante le fasi di ribasso del mercato e sono pronto ad affermare che questa è davvero la cosa più difficile da fare da un punto di vista psicologico. Implica, infatti, il guardare oltre le immediate cattive notizie e considerare la potenziale ripresa futura. Se tutti i vostri amici e chi vi sta intorno rinunciassero ai loro investimenti nel mercato azionario, sarebbe molto facile essere portati a fare la stessa cosa. In economia comportamentale, tale comportamento è definito come “effetto gregge”.

Se i giornali riportano la disastrosa situazione in cui il mercato si trova e prospettive ancora peggiori per il futuro, si può anche essere soggetti all’effetto “whipsaw”, ossia a quel fenomeno che porta ad acquistare e vendere al momento sbagliato. Ad esempio, questo effetto si è verificato quando, durante la crisi statunitense dei mutui subprime alla fine del 2008 e agli inizi del 2009, molti, presi dal panico, vendettero durante la fase peggiore del mercato. Successivamente, quando il mercato si riprese di oltre il 50%, molti ebbero l’impressione di star perdendo l’occasione giusta e decisero di rientrare nel mercato, comprando a prezzi esorbitanti! Se state adottando lo stesso comportamento, state quasi senza dubbio perdendo denaro. Senza una visione a lungo termine, non riuscirete a ottenere quella disciplina che vi permetterà di continuare a investire durante la fase di ribasso del mercato e attendere la potenziale ripresa.

Diversificazione

Detto ciò, se avete a disposizione del denaro da investire, avete una visione a lungo termine e, dunque, non siete vincolati dai tempi del mercato, come e dove investire? Ed ecco un’altra risposta semplice: diversificazione. Tutti noi abbiamo sentito storie di persone che si sono arricchite investendo in un’unica azienda, ma questo non accade tutti i giorni. Mi fa venire in mente il modo di dire: “Puntare tutto su un’unica carta”. La maggior parte di noi non possiede l’abilità o il tempo di monitorare costantemente le aziende e persino gli investitori professionisti si rendono conto di come, se non controllano attivamente l’azienda nella quale stanno investendo, un semplice accadimento imprevisto o sconosciuto possa mandarli sul lastrico. Fermo restando che la diversificazione non garantisce un guadagno e non protegge da possibili perdite, questa può potenzialmente aiutare ad attenuare parte della volatilità.

Credo sia importante diversificare non solo in diverse aziende, ma anche in diversi settori e soprattutto, in diversi paesi. Uno dei motivi della popolarità globale delle strategie gestite in modo professionale è la loro abilità di rendere ben diversificati gli investimenti e di possedere una molteplicità di azioni sulle quali questi non avrebbero potuto effettuare una ricerca efficiente o investire. Purtroppo, molti investitori possiedono portafogli con investimenti in un unico paese… il loro! A mio parere, questo è un grande errore, in quanto si stanno lasciando scappare potenziali opportunità in tutto il mondo ed è proprio questo il mio compito e quello della mia squadra: scoprire tali opportunità!

La nostra ricerca ha dimostrato che, nel corso dei venticinque anni di studio, dal 1988 al 2012, e nei settantadue mercati azionari mondiali presi in esame, non è stato possibile identificare un singolo mercato capace di detenere per due anni consecutivi il titolo di mercato con la migliore performance[2]. Inoltre, solo un mercato ha detenuto il titolo di mercato con la migliore performance per quattro dei venticinque anni di studio e analisi: la Turchia. Solo due mercati hanno detenuto il titolo di mercati con la migliore performance per due anni: la Russia e l’Argentina.

Turchia (4 anni: 2012, 1999, 1997 e 1989)

Russia (2 anni: 2001 e 1996)

Argentina (2 anni: 2010 e 1991)

Come mostra la tabella di seguito riportata, dei rimanenti sessantanove paesi, solo sedici hanno detenuto il titolo di mercato con la migliore performance per la durata di un anno. Dei rimanenti cinquantatré paesi, nessuno ha detenuto questo titolo per almeno un anno. È, inoltre, interessante notare che persino la Cina e gli Stati Uniti non sono presenti all’interno dell’elenco. Tutto questo, infatti, mi fa venire in mente una delle verità alla base di un investimento di successo: distinguersi dalla massa. Se si investe nei mercati appartenenti alla “zona di comfort” comune, probabilmente non si sta investendo nel mercato giusto. Nell’investimento, crediamo che a volte non seguire la folla sia la chiave del successo e che sia sempre il momento giusto per investire.

 

Mercato N° di anni in cui il mercato ha detenuto il titolo di top performer
Turchia 4
Russia 2
Argentina 2
Brasile 1
Colombia 1
Croazia 1
Egitto 1
Grecia 1
Indonesia 1
Israele 1
Giordania 1
Kenya 1
Mauritius 1
Pakistan 1
Polonia 1
Corea del Sud 1
Sri Lanka 1
Svizzera 1
Trinidad e Tobago 1
Tunisia 1

Fonte: Franklin Templeton Investments; MSCI Indexes.

Per ogni mercato è stato utilizzato l’MSCI Gross Official Index (in dollari USA).

 

Per maggiori informazioni sui luoghi nei quali gli investitori di tutto il mondo intendono investire e su come considerare il mercato del loro paese, consultare i risultati relativi al sondaggio “Franklin Templeton Global Investor Sentiment”.

 


[1] Il Piano di Accumulo del Capitale non garantisce un guadagno né elimina i rischi o funge da protezione per gli investitori contro possibili perdite nel caso in cui vendano azioni durante il declino o una fase di stagno del mercato. Prima di adottare tale strategia, gli investitori dovrebbero considerare la loro capacità d’investimento durante periodi di ribasso dei prezzi o di cambiamento delle condizioni economiche.

[2] Fonte: Indici MSCI. Tutti i dati MSCI sono forniti “come sono”. MSCI disconosce qualunque dichiarazione o garanzia implicita o espressa e non si assume alcuna responsabilità riguardo ai dati MSCI qui riportati. I dati MSCI non possono essere ulteriormente ridistribuiti o utilizzati come base per altri indici o qualunque tipo di titolo o prodotto finanziario. Questa relazione non è stata approvata, esaminata o prodotta da MSCI. La performance del passato non è indice di risultati futuri. Indici non gestiti. Non è possibile investire direttamente in un indice.

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