Investire nei Mercati Emergenti

I disordini non faranno deragliare la Turchia

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Nel 2012, il mercato azionario della Turchia (come registrato dall’indice Istanbul Stock Exchange National 100) è cresciuto più del 50%[1], registrando lo scorso anno, una delle performance più solide del mercato azionario globale. Tuttavia, le recenti proteste che stanno investendo il paese hanno cominciato a spaventare alcuni investitori, quantomeno nel breve termine. Consideriamo spesso la crisi come parte naturale del cambiamento e dell’evoluzione e questi disordini politici a breve termine non saranno certo gli ultimi. Quello che cerchiamo di ricordare agli investitori è l’importanza di rimanere concentrati sulle opportunità di lungo periodo in Turchia e di non essere spaventati da problemi a breve termine. Ho invitato il mio collega Carlos von Hardenberg, Managing Director, Turchia, con sede ad Istanbul, a condividere alcuni dettagli sul paese.

 Carlos von Hardenberg, Managing Director, Turchia

In Turchia, quella che era iniziata come una protesta pacifica contro i piani del governo per ristrutturare il Gezi Park di Piazza Taksim, si è trasformata in scontri che hanno visto l’utilizzo, da parte della polizia, di gas lacrimogeni e cannoni ad acqua, creando tumulti tra la gente. Questi spiacevoli disordini sono andati ben oltre la questione del parco sfociando in una questione politica, in quanto esiste un conflitto politico fondamentale in Turchia che vede protagonisti coloro che vogliono uno Stato laico e coloro che preferiscono un governo basato sulla legge islamica. Il disordine che ne consegue è destinato ad andare avanti nel breve termine. Mentre molti hanno subito criticato il governo, vi è una grande parte della popolazione che appoggia il primo ministro Recep Tayyip Erdogan, il quale sembra si stia impegnando al fine di placare la situazione, accettando di dialogare con gli organizzatori della protesta, dopo che le tensioni avevano cominciato ad intensificarsi.

L’incertezza geopolitica ha causato, nelle ultime settimane, un drastico calo dei titoli azionari turchi, guastando quello che era stato un inizio di anno positivo. Tuttavia, da un punto di vista a lungo termine, restiamo positivi sulla Turchia, che ha generalmente superato la performance di altri mercati emergenti lo scorso anno[2]. Naturalmente, la performance passata non è garanzia di risultati futuri.

Ci consideriamo rialzisti sulla Turchia per diversi motivi. Dal punto di vista economico e degli investimenti, pensiamo che la comprovata esperienza del governo sia stata eccezionale, perché capace di attuare politiche che favoriscono e attirano gli investimenti stranieri. Il governo ha privatizzato gli asset pubblici e ha investito nelle infrastrutture. I suoi obiettivi includono linee ferroviarie ad alta velocità, un terzo ponte sul Bosforo, gallerie, nonché piani per la costruzione di quello che potrebbe essere il più grande aeroporto al mondo. Attualmente, l’opinione sugli investimenti in questo senso rimane positiva.

La Turchia vanta anche delle fondamenta positive. Il PIL è aumentato sensibilmente dal 2002 e le sue banche sono generalmente molto ben capitalizzate e sono più stabili rispetto a molte altre parti del mondo, tra cui gran parte dell’Europa. I tassi d’interesse sono bassi rispetto a molti altri mercati emergenti. Nel mese di maggio, la Banca centrale turca ha tagliato di 50 punti base (0,5%) i tassi d’interesse principali. Il tasso d’interesse repo settimanale è stato ridotto a un record minimo del 4,5%, mentre i tassi d’interesse dei debitori e dei creditori “overnight” sono stati ridotti rispettivamente al 6,5% e 3,5%.

Inoltre, la Turchia si è trasformata in un importante partner commerciale dell’UE e ha sviluppato un settore di esportazione molto competitivo che ha visto una grandiosa crescita negli ultimi 10 anni.

Quest’anno, Moody’s Investors Service è stata la seconda agenzia di rating internazionale ad aggiornare la valutazione di merito di credito della Turchia a investment grade. Moody’s ha aumentato il rating delle obbligazioni sovrane del paese dal livello Ba1 a Baa3, con prospettive stabili. Per giustificare tale aggiornamento, la società ha fatto riferimento a “recenti e l

L’agenzia dichiara “recenti e futuri miglioramenti economici e finanziari previsti” e  “i progressi nelle riforme strutturali e istituzionali che Moody’s si aspetta ridurranno la sensibilità attuali agli shock dei flussi di capitali internazionali”. Comunque, i recenti disordini civili scoppiati nel paese potrebbero minare le sue prospettive economiche.

La Banca centrale della Turchia è stata in grado di gestire la valuta. L’inflazione è scesa in modo considerevole, dall’alta percentuale che toccava il 120% nel 1994 (misurata con l’indice dei prezzi al consumo su base annuale), a poco più del 6% nel 2012.

Nonostante questo, urge che il governo turco e il primo ministro dimostrino di essere i leader di tutta la Turchia, al fine di aiutare il paese a tornare al suo stato normale. A nostro avviso, tutto ciò può essere ottenuto solo tramite politiche che appoggino i principi democratici come la libertà di parola, la libertà di stampa e una minore ingerenza del governo nella vita privata dei Turchi. Il processo di adesione all’Unione europea deve andare avanti e devono essere varate ulteriori riforme.

Forti reazioni

Molto spesso, assistiamo a reazioni eccessive da parte del mercato quando ci troviamo in situazioni come quella attuale. A tal proposito, in qualità di investitori orientati al valore, siamo alla ricerca di opportunità che ci permettano di comprare titoli che riteniamo siano occasioni da non perdere. Alcuni investitori hanno reagito pesantemente ai disordini in Turchia, e ovviamente non è qualcosa da prendere alla leggera. Ma non crediamo che gli attuali disordini faranno deragliare il paese, come non hanno fatto deragliare le imprese che continuano a operare lì.

Naturalmente, si attendono periodi di volatilità non solo nei mercati emergenti, ma in tutti i mercati azionari e a volte le correzioni possono costituire un sano aiuto. È difficile scegliere il momento giusto, ma per quanto concerne la Turchia, siamo alla ricerca di potenziali opportunità di acquisto. A meno che la situazione non peggiori drasticamente, restiamo fiduciosi nel fatto che il governo della Turchia riconoscerà il diritto del popolo di essere ascoltato e che continuerà il suo percorso verso il progresso e la crescita economica.

 


[1] Fonte: Bloomberg LP. Indice Borsa Istanbul Stock Exchange National 100, valore fissato nella valuta locale. La performance del passato non è indice di risultati futuri. Gli indici non sono gestiti e non è possibile investire direttamente in un indice.

[2] Fonte: Indici MSCI. Tutti i dati MSCI sono forniti “come sono”. MSCI disconosce qualunque dichiarazione o garanzia implicita o espressa e non si assume alcuna responsabilità riguardo ai dati MSCI qui riportati. I dati MSCI non possono essere ulteriormente ridistribuiti o utilizzati come base per altri indici o qualunque tipo di titolo o prodotto finanziario. Questa relazione non è stata approvata, esaminata o prodotta da MSCI. La performance del passato non è indice di risultati futuri. Indici non gestiti. Non è possibile investire direttamente in un indice.

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