Investire nei Mercati Emergenti

Un nuovo piano per lo sviluppo della Cina

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In un documento intitolato “La Decisione sulle maggiori questioni riguardanti il complessivo approfondimento delle riforme” (“La Decisione”), messo a punto nella terza sessione plenaria del 18° Comitato centrale del Partito Comunista Cinese (PCC), tenutasi all’inizio di novembre, il governo cinese ha definito i piani per la parte restante del decennio in corso. Il documento illustra una serie di riforme pianificate per assegnare ai mercati un ruolo più incisivo, in quanto l’amministrazione del Presidente Xi Jinping mira a mantenere l’invidiabile record cinese di crescita nel lungo termine. Pur non aspettandoci risultati immediati da “La Decisione”, che dovrebbe essere considerata piuttosto come un elenco di obiettivi nel lungo periodo, riteniamo che le proposte possano comunque migliorare notevolmente le prospettive di lungo termine per gli investitori in Cina.

 

Le 60 sezioni de “La Decisione” trattano molti aspetti della vita cinese, alcuni dei quali di particolare interesse per noi investitori. I piani che riguardano le imprese statali cinesi (SOE) sono l’esempio più calzante. Le SOE sembrano destinate a mantenere un ruolo centrale nell’economia cinese, ma la loro natura potrebbe cambiare. Le proposte comprendono piani intesi ad aprire e rendere più professionale il reclutamento del management delle SOE, a sperimentare strutture ibride in cui verrebbe introdotta una componente di capitali privati e ad inserire le SOE in società di gestione patrimoniale simili alla Temasek di Singapore. I piani miranti a gestire l’eccesso di capacità produttiva e a promuovere un mercato aperto, equo e trasparente sembrano indicare una maggiore propensione ad obiettivi di lungo termine da realizzare in virtù della loro redditività. Le riforme della regolamentazione dei prezzi di carburanti, acqua e servizi pubblici potrebbero incrementare ulteriormente la redditività di certe SOE. Al contempo, l’impegno a usare le forze di mercato per regolamentare i prezzi in combinazione con misure contro i monopoli regionali e le prassi commerciali inique potrebbero accentuare la competitività per le SOE. Riteniamo che un approccio più imprenditoriale a livello di management delle SOE potrebbe comunque avere implicazioni positive per le controllate quotate di tali organismi, mentre varie imprese a proprietà mista e le società di gestione patrimoniale potrebbero anch’esse offrire opportunità agli investitori.

La riforma delle SOE si configura come un enorme progetto di lungo termine e, stando a “La Decisione”, sembra che i cambiamenti siano destinati a essere messi alla prova inizialmente nelle Zone di libero scambio (FTZ) modellate sulla base della FTZ di Shanghai di recente annunciata. I formati operativi delle FTZ non sono stati ancora descritti in tutti i loro dettagli, ma un aspetto fondamentale sembra essere il passaggio da una presunta esclusione dei capitali privati ed esteri dai progetti non esplicitamente approvati, all’apertura di qualunque area di mercato ai capitali, eccettuati quelli che compaiono in un “elenco negativo”. Siamo entusiasti delle potenziali opportunità offerte agli investitori da queste FTZ, che a nostro avviso potrebbero diventare magneti per i capitali cinesi ed esteri.

Gli elementi de “La Decisione” che potrebbero avere il maggiore impatto nel lungo termine sono a nostro avviso quelli mirati ai cittadini privati cinesi. L’esigenza di ridurre le disuguaglianze tra la popolazione rurale e urbana e facilitare la migrazione verso città medio-piccole è un tema centrale del documento. La riforma del sistema di registrazione dei nuclei familiari “hukou” e la garanzia di servizi base proposta per tutti i residenti nelle aree urbane rappresentano iniziative significative. I piani intesi a fornire alla popolazione rurale maggiori diritti sulla vendita dei terreni potrebbero tradursi in un notevole trasferimento di ricchezza dalle autorità locali ai cittadini privati, con il potenziale al tempo stesso di aumentare le aree disponibili per lo sviluppo. La centralizzazione dei benefici previdenziali, come per esempio le pensioni, potrebbe andare a vantaggio della libertà di movimento in quanto il trasferimento degli abitanti non comporterebbe più il rischio di perdere i diritti accumulati nelle precedenti località di residenza. Una rete previdenziale più sicura potrebbe a sua volta indurre i consumatori cinesi a spendere una percentuale più elevata del loro reddito.

L’elemento forse più importante è che la notevole importanza attribuita nel documento al commercio equo, alle norme di legge e ai diritti di proprietà (inclusi i diritti di proprietà intellettuale) incrementa potenzialmente i benefici sul fronte dell’innovazione e dell’imprenditorialità. Le modifiche al sistema finanziario, che prevedono la possibilità di costituire piccole banche private, potrebbero consentire alle piccole imprese di ottenere finanziamenti in precedenza disponibili soltanto da fonti informali a costi elevati. La prevista diminuzione del coinvolgimento statale diretto nelle “attività culturali” potrebbe incoraggiare lo sviluppo di imprese orientate ai servizi. Nell’immediato, l’allentamento della politica del figlio unico, che consente alle coppie di avere un secondo figlio se entrambi i genitori sono figli unici, potrebbe tradursi in un consistente baby boom, favorendo una serie di attività incentrate sui bambini. Tutti questi fattori potrebbero imprimere ulteriore slancio al tema della crescita delle spese di consumo, a nostro giudizio in grado di sostenere le potenziali performance azionarie cinesi nel lungo termine.

Nel complesso, riteniamo che con la graduale attuazione entro il 2020 delle proposte contenute ne “La Decisione”, la Cina potrebbe diventare più complessa, maggiormente orientata al singolo cittadino e ancora più dinamica di quanto non lo sia attualmente: una prospettiva che, ccome investitori, auspichiamo e accogliamo con favore.

 

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