Investire nei Mercati Emergenti

Prospettive per i mercati emergenti nel 2014: Preparativi per il prossimo decennio

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Il Templeton Emerging Markets Group ritiene che il 2014 potrebbe essere un anno decisivo per molti mercati emergenti, delineando le possibili tendenze destinate a dominare per gran parte degli anni restanti di questo decennio. In particolare, le riforme annunciate dal governo cinese alla fine del 2013 potrebbero avere effetti di lungo periodo. Inoltre, le importanti elezioni che si terranno in numerosi paesi nel 2014 potrebbero a loro volta determinare cambiamenti più o meno radicali. Ecco alcuni temi e paesi che terremo sott’occhio nel nuovo anno.

Il piano programmatico della Cina

A novembre, la Cina ha annunciato un nuovo piano programmatico per il futuro del paese, conosciuto come “La Decisione” e comprendente 60 proposte che coprono una serie di questioni che potrebbero comportare conseguenze di ampia portata in aree quali l’assistenza sanitaria e previdenziale, la giustizia e il ruolo della legge, i diritti di proprietà intellettuale e fisica, la politica bancaria e monetaria nonché la tutela ambientale. Le modifiche proposte, intese a favorire una crescita economica sostenibile in Cina, potrebbero anche creare opportunità rilevanti per gli investitori. Le riforme delle imprese statali, intese a migliorarne la professionalità e l’uso efficiente delle risorse, potrebbero giovare alle loro controllate quotate. Le misure mirate a incoraggiare l’impresa e l’innovazione, nonché a impedire la concorrenza sleale, potrebbero accelerare il processo di ribilanciamento dell’economia favorendo il passaggio da un modello di crescita guidato dagli investimenti a uno più imprenditoriale, orientato ai servizi e concentrato sui consumatori. Il progetto copre l’arco di un decennio, ma prevediamo comunque di assistere a qualche progresso già nel 2014, forse sotto forma di iniziative nelle zone di libero scambio, come quella annunciata per Shanghai a fine 2013 e altre delineate nelle proposte. Queste riforme sono naturalmente destinate a fare delle vittime. Se non potranno più contare sul sostegno governativo di cui godevano in passato, le società che devono far fronte a un’intensa concorrenza potrebbero risentirne negativamente. Riteniamo che in questo contesto la gestione attiva sia essenziale per aiutare a individuare le insidie che potrebbero emergere per certe società.

Potenzialità nell’Asia sudorientale

Riteniamo che molti mercati emergenti, oltre alla Cina, abbiano le potenzialità per esprimere una notevole crescita economica. Per esempio, in Asia sudorientale si è registrata una diffusione su ampia scala della crescita e della ricchezza al di là dei tradizionali centri economici, grazie alla quale le regioni precedentemente sottosviluppate stanno cominciando a recuperare e colmare i divari in misura significativa. A questo proposito, la Tailandia è l’esempio più rilevante in quanto le riforme avviate dall’ex Primo ministro Thaksin Shinawatra hanno determinato un maggiore afflusso di capitali verso le regioni agricole e le aree al di fuori di Bangkok. Sebbene il paese stia attualmente registrando qualche turbolenza politica, che continua a comportare rischi a breve per il mercato locale, le nostre prospettive di lungo periodo per la Tailandia rimangono positive. In base alla nostra esperienza, possiamo affermare che la Tailandia ha storicamente dimostrato di essere incredibilmente resistente. Il paese ha attraversato varie difficoltà politiche nell’ultimo decennio ed ogni volta è riuscito a recuperare e riprendersi. Non vediamo perché questa volta dovrebbe andare diversamente. Qualunque partito politico deve accontentare le masse e la leadership tailandese non fa eccezione. Continueremo a controllare attentamente la situazione, ma riteniamo che la Tailandia alla fine troverà una soluzione alle attuali turbolenze. A nostro giudizio, i fondamentali, la struttura di base della società e le opportunità d’investimento in Tailandia rimangono forti.

Nel mondo

Nel continente africano (generalmente considerato un mercato di frontiera) abbiamo continuato a individuare alcune società floride in Egitto, nonostante certe turbolenze locali e abbiamo pertanto conservato il nostro interesse per il paese, malgrado le notizie talvolta allarmanti. L’Egitto è un grande paese con una popolazione numerosa e uno dei leader del Medio Oriente data la sua importanza strategica e geopolitica. Qualora gli egiziani decidano nuove elezioni libere ed eque, in condizioni controllate e con una modifica alla Costituzione intesa a evitare il dominio di un solo partito, ritengo che il futuro possa essere brillante. Per il resto, alcune società di consumo sudafricane hanno iniziato a esprimere una crescita solida, sia a livello interno sia in imprese in altre parti del continente.

Il Kenya è stato il precursore dell’adozione di un rivoluzionario sistema di trasferimento mobile del denaro che si sta diffondendo in altri paesi ed è destinato ad avere implicazioni per i mercati emergenti di tutto il mondo. Vi sono molti paesi e società africani su cui saremo entusiasti di concentrare l’attenzione per il prossimo anno. Riteniamo che vi siano numerose opportunità da cogliere.

Le iniziative di microfinanza in Bangladesh, un mercato di frontiera asiatico, sono a nostro avviso giustamente famose e vengono replicate anche in altri mercati emergenti del mondo. In generale, i mercati di frontiera hanno registrato afflussi di capitali consistenti lo scorso anno e in alcuni casi le valutazioni sono salite di conseguenza. Dobbiamo pertanto vigilare su alcune situazioni in cui potrebbero verificarsi correzioni.

In Russia è continuato il processo di riforme graduali in quanto le autorità intendono favorire gli investimenti esteri. Ciò nonostante, gli investitori si sono dimostrati cauti e di conseguenza le valutazioni delle azioni russe a fine 2013 erano nel complesso eccezionalmente basse, a nostro giudizio. Riteniamo che l’America centrale e meridionale potrebbe anch’essa continuare a offrire agli investitori opportunità d’investimento di lungo termine molto interessanti in un’ampia gamma di settori e paesi.

Poiché l’andamento dei consumi in Brasile continua a evolversi parallelamente all’incremento del reddito pro capite, prevediamo che il paese diventerà un consumatore primario non soltanto di prodotti (durevoli e non durevoli) realizzati in loco, ma anche di quelli importati dai mercati regionali e del resto del mondo. Inoltre il Brasile ospiterà la Coppa del Mondo nel 2014 e i Giochi Olimpici nel 2016 per cui sono già stati e, prevedibilmente continueranno ad essere compiuti investimenti significativi in infrastrutture. Ciò dovrebbe contribuire a sostenere la crescita economica nei prossimi anni, rafforzandone a nostro giudizio la sostenibilità nel lungo termine.

Il mercato messicano ha di recente beneficiato di un notevole interesse da parte degli investitori, soprattutto grazie al miglioramento delle prospettive per gli Stati Uniti, che rappresentano il maggiore partner commerciale del paese. Negli ultimi anni, è inoltre aumentata in modo significativo la competitività del Messico in termini di forniture agli Stati Uniti. Numerose società hanno continuato a sviluppare le proprie attività in Messico allo scopo di realizzare prodotti ad alto valore aggiunto quali automobili, aerei e dispositivi medici. Prevediamo che questa tendenza continuerà a svilupparsi nel medio e lungo termine. Un lungo periodo di maggiore stabilità economica e politica ha a sua volta consentito al governo di concentrare i suoi sforzi sulle riforme da tempo attese. Prevediamo che a breve termine continuerà l’attuazione di una serie di riforme importanti, che dovrebbe esercitare un impatto più immediato sulle finanze governative e potrebbe far migliorare la crescita del PIL nel lungo periodo.

Elezioni e possibilità di cambiamento

Nel 2014 si terranno importanti elezioni in vari mercati emergenti di primo piano, tra cui Indonesia, Sudafrica, Tailandia e India nel primo semestre e successivamente in Turchia, Brasile e Nigeria. A mano a mano che si avvicina il culmine del ciclo elettorale, riteniamo che le amministrazioni possano essere in grado di meglio gestire le barriere alla crescita nel lungo termine ed evitare le misure populiste. In queste condizioni, i perduranti punti di forza di molti mercati emergenti, in termini di solido potenziale di crescita economica, forti finanze pubbliche e dei consumatori, ricchezza di risorse naturali e tendenze demografiche favorevoli, che hanno contribuito al loro rafforzamento negli ultimi anni, potrebbero acquisire nuova importanza.

L’India è un paese che a mio avviso potrebbe offrirci alcune sorprese positive nel 2014. Il Partito popolare indiano (Bharatiya Janata Party, BJP) ha conquistato vittorie cruciali nelle elezioni statali all’inizio di dicembre e qualora il BJP acquisisca il controllo su scala nazionale nelle elezioni di primavera, attuerà probabilmente alcune riforme radicali che a giudizio di molti (noi compresi) sono assolutamente necessarie. Indipendentemente dall’orientamento politico, siamo comunque investitori bottom-up e andiamo alla ricerca di società che riteniamo possano superare vari esiti politici e condizioni economiche. Come investitore, ritengo che sia importante considerare l’India come un aggregato di Stati e che ci si debba concentrare sulle società situate in quelli che offrono un contesto economico più favorevole, che incoraggi imprese e investimenti.

Dato che investiamo nei fondamentali di lungo termine, non formuliamo previsioni a breve per le quotazioni azionarie, ma riteniamo che gli sviluppi nel più lungo periodo che sembrano destinati ad acquisire maggiore rilievo nel 2014 potrebbero alimentare un solido potenziale di crescita in molte economie emergenti.

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