Investire nei Mercati Emergenti

Mark Mobius: Risposte alle domande dei lettori

Questo contenuto è disponibile anche in: Inglese, Cinese semplificato, Olandese, Francese, Tedesco, Spagnolo, Polacco

Malgrado qualche difficoltà osservata all’inizio del 2004 sui mercati azionari mondiali, sono ancora convinto delle potenzialità dei mercati emergenti e continuo a viaggiare per il mondo alla ricerca di opportunità interessanti. Non sempre posso rispondere direttamente a tutte le vostre domande, ma leggo sempre con piacere le riflessioni dei miei lettori e follower e apprezzo le loro osservazioni. Ecco qui le mie risposte a qualche domanda che mi è stata posta recentemente.

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D: Mi interessa conoscere la Sua opinione sulle prospettive per l’America Latina. John, Svizzera (tramite LinkedIn)

 

R: In alcuni casi il governo del Brasile si è mosso in una direzione che potrebbe destare qualche preoccupazione, in particolare per quanto riguarda il provvedimento che richiede il pagamento di imposte arretrate risalenti a parecchi anni addietro. A fronte di una certa apprensione dei mercati per le finanze pubbliche e l’impegno del governo a controllare le spese, l’evidente stretta fiscale rischia di far svanire l’entusiasmo degli investitori per la Coppa del Mondo FIFA, che si terrà in Brasile a partire da giugno, e per i Giochi olimpici estivi del 2016. Prevediamo che i circa 600.000 turisti che arriveranno per la Coppa del Mondo possano apportare benefici al Brasile, imprimendo non soltanto uno slancio immediato alle imprese (ad esempio produzione di birra, strutture alberghiere), ma anche vantaggi nel più lungo termine derivanti dalle consistenti spese per infrastrutture.

 

Per quanto riguarda il Messico, riteniamo che il programma di riforme varato recentemente sia estremamente positivo nel lungo periodo. Per esempio, la riforma della politica energetica messicana avrà probabilmente effetti molto significativi quando le nuove normative, maggiormente favorevoli al mercato, saranno diventate più chiare, ma prima di agire gli investitori vorranno avere una conferma dei dettagli. Al contempo, i mercati andini del Perù e del Cile sono esposti alla volatilità dei prezzi delle materie prime; tuttavia riteniamo che questa volatilità possa essere compensata dalla produzione relativamente a basso costo delle miniere peruviane e cilene e dall’abbondanza di rame in tali regioni, un metallo industriale fondamentale la cui domanda ha un andamento relativamente stabile. Inoltre, entrambi i mercati registrano un continuo sviluppo delle popolazioni di consumatori principali, che potrebbe offrire un’interessante soluzione alternativa per opportunità d’investimento in settori diversi da quello delle risorse naturali.

 

D: Come valuta il rischio d’investimento in Georgia alla luce degli interessi geopolitici russi? Alexander, Canada (tramite LinkedIn)

 

R.  Riteniamo che la nuova leadership della Georgia sia piuttosto realistica per quanto concerne la necessità di avere buone relazioni con la Russia, pur facendo parte dell’Europa e gravitando nell’orbita europea. Dopo l’indipendenza, i leader georgiani hanno adottato misure considerevoli per contrastare la corruzione e risanare i servizi pubblici. Il paese è ora annoverato tra le aree del mondo più affidabili in cui fare affari: stando al rapporto “Ease of Doing Business” della Banca Mondiale, nel 2013 la Georgia si è infatti classificata all’8° posto su 189 paesi, risalendo in modo significativo rispetto al 133° posto del 2005[1]. 

 

D: Come tamponate le notevoli fluttuazioni dei cambi nei vostri portafogli? Utilizzate monete forti? Robert (tramite LinkedIn)

 

R: Cerchiamo di sfruttare le fluttuazioni dei cambi a nostro vantaggio; per esempio, se una società esporta e i suoi costi sono in valuta locale, mentre gli utili delle esportazioni sono in dollari statunitensi o altre valute straniere, possiamo cercare di trarre profitto da un eventuale deprezzamento della valuta locale acquistando un maggior quantitativo di azioni della società in questione.

 

Possiamo utilizzare quella che chiamiamo una “copertura naturale” stimando le valute in un’ottica di lungo termine sulla base della parità del potere d’acquisto, che è la correzione del tasso di cambio tra i paesi necessaria affinché il cambio sia equivalente al potere d’acquisto di ogni valuta. Sulla base di tale analisi, eseguiamo quindi valutazioni delle singole società. Di conseguenza, di norma non utilizziamo i derivati come strumenti di copertura. Un portafoglio tipico contiene più di 20 valute diverse e nel caso di valute per le quali siano disponibili coperture in derivati, la copertura solitamente costa tanto quanto il deprezzamento previsto. Inoltre, per molte valute minori dei mercati emergenti, le coperture non sono semplicemente disponibili. Analizziamo attentamente tutte le valute dei paesi in cui investiamo insieme ad un economista che formula previsioni sull’andamento dei cambi, in collaborazione con un analista per ciascun paese.  Queste previsioni vengono inserite nelle analisi di ogni modello elaborato da ogni analista.

 

Il mercato dei cambi è stato indubbiamente caratterizzato da una notevole volatilità. Alcune valute si sono apprezzate rispetto al dollaro statunitense, altre invece si sono deprezzate. Nelle nostre valutazioni delle società in cui investiamo, analizziamo l’impatto dei cambi e in molti casi un deprezzamento valutario potrebbe effettivamente risultare piuttosto positivo per singole società. Per esempio, certe società indiane che forniscono servizi di informatica in outsourcing sono state favorite dal deprezzamento della rupia perché i loro ricavi sono in valute estere, ad esempio dollari statunitensi ed euro, mentre i costi sono in rupie indiane. Di conseguenza, la quotazione azionaria in dollari statunitensi di queste società si è apprezzata. Il nostro approccio globale alla gestione dei cambi consiste pertanto nel valutarne l’impatto potenziale sui titoli delle singole società e nel prendere quindi decisioni sulla base delle dinamiche di tale impatto.

 

D: Può dirci cosa pensa della Polonia? Scott, USA (tramite LinkedIn)

 

La Polonia si trova al centro dell’Europa, in una posizione strategica tra la Russia e l’Europa occidentale. Il paese ha una popolazione di 38 milioni di abitanti[2] e ha quindi un ampio mercato interno di consumatori, con una forza lavoro significativa. Forse vi sorprenderà sapere che la Polonia è stata l’unico paese dell’Unione europea a non registrare una recessione durante la crisi finanziaria globale del 2008-2009. Sebbene la crescita dell’economia sia in seguito rallentata a causa della crisi dell’eurozona, i segnali di ripresa sono a nostro avviso evidenti.

 

Lo scorso anno la Germania, il maggiore partner commerciale della Polonia, ha beneficiato di una forte domanda interna, di una produzione industriale in crescita e di miglioramenti dell’economia europea. La crescita dell’economia della Germania, che rappresenta oltre il 25% delle esportazioni e importazioni polacche, sta già avendo un impatto positivo sull’economia del paese. Da novembre 2012 a luglio 2013, la Banca nazionale della Polonia ha inoltre tagliato i tassi d’interesse del 2,25% per stimolare l’economia. Sulla scia della ripresa della domanda da parte dei principali mercati delle esportazioni e dei tassi d’interesse a minimi record, al momento sembra che la crescita del prodotto interno lordo (PIL) polacco abbia superato la fase di minimo ciclico nel 2013. Si prevede che il PIL crescerà dall’1,3% del 2013 al 2,4% nel 2014 e al 3,3% entro il 2017[3].

 

Grazie all’elevato livello di istruzione della sua forza lavoro, la Polonia è inoltre in grado di competere con successo con paesi come l’India sul mercato dell’outsourcing dei servizi, offerti per esempio da società finanziarie e legate al consumo. Nel lungo periodo, prevediamo che la Polonia sia destinata a beneficiare del processo di trasferimento della produzione dall’Europa occidentale all’Europa orientale. Queste tendenze di lungo termine potrebbero portare alla creazione di nuovi posti di lavoro e incrementare la domanda interna, rafforzando così la crescita economica.

 

D: Ha ricordato che il “tapering” del programma di allentamento quantitativo da parte della Federal Reserve potrebbe avere un impatto minore sugli Emirati Arabi Uniti (EAU) grazie all’ancoraggio della valuta del paese al dollaro statunitense. Questo vale anche per Hong Kong o altri mercati emergenti? @micchoo tramite Twitter

 

R: Sì, riteniamo che valga anche per Hong Kong e altri paesi la cui valuta è ancorata al dollaro statunitense. Tuttavia, è importante ricordare che il sentiment globale risente complessivamente delle dichiarazioni e delle misure della Fed; di conseguenza, le ipotesi di “tapering” hanno tendenzialmente indotto gli investitori ad abbandonare i mercati del reddito fisso in valuta locale a favore dei Buoni del Tesoro statunitensi, almeno nel breve termine.

 

D: In futuro, gli EAU/Dubai potranno figurare tra i protagonista di primo piano delle relazioni internazionali? Bart, Paesi Bassi (tramite LinkedIn)

 

R: Ritengo che gli EAU possano essere un protagonista importante sul piano internazionale. Gli Emirati Arabi Uniti hanno beneficiato del miglioramento dei dati economici nazionali e della prospettiva di un aumento dei flussi commerciali internazionali grazie al traffico marittimo del porto di Dubai. La recente assegnazione dell’Expo Universale 2020 a Dubai è destinata a conferire uno slancio ulteriore a un mercato immobiliare già robusto. Il fatto più importante è che a Dubai attualmente non esistono imposte sui redditi o sulle plusvalenze, attirando così molti investitori.

 

D: Può dirci cosa pensa dell’economia turca? @nusybaba tramite Twitter

 

R: Purtroppo, quest’anno molti investitori hanno perso la fiducia nella Turchia. Il “tapering” del programma di allentamento quantitativo da parte della Federal Reserve e il suo potenziale impatto sul notevole deficit turco delle partite correnti, in concomitanza con un’indagine sulla corruzione che coinvolge personaggi vicini al governo, hanno provocato un’ondata di vendite sul mercato turco.  Dopo la pesante svalutazione della lira turca, la Banca centrale turca ha sorpreso gli investitori operando a gennaio un forte aumento dei tassi d’interesse di riferimento allo scopo di sostenere la valuta in fase di indebolimento. L’incertezza politica ha contribuito alla svalutazione della moneta nazionale. Tuttavia, in Turchia non tutti i dati sono negativi e pensiamo che l’economia e i mercati turchi possono tornare sulla strada giusta. Nel 2013, le entrate di bilancio hanno registrato un robusto incremento su base annua, favorite dalla forte crescita del gettito fiscale e dalla ripresa dell’economia nonché dall’aumento delle privatizzazioni e degli utili delle banche statali. Il Primo ministro Recep Tayyip Erdogan ha di recente incontrato in Giappone il Primo ministro Shinzo Abe; al termine degli incontri, sono stati annunciati piani intesi ad aprire trattative sul libero scambio nel corso dell’anno e a promuovere soluzioni di cooperazione bilaterale sulla sicurezza. A gennaio, durante la visita di Erdogan in Malesia, Turchia e Malesia hanno inoltre sottoscritto un Piano d’azione per la cooperazione strategica. Riteniamo che la Turchia possa a sua volta beneficiare della generale ripresa in Europa, un importante partner commerciale, mentre le notizie riguardanti le turbolenze politiche nel paese non dovrebbero offuscare l’importante e tuttora perdurante progresso degli investimenti, che stanno trasformando le infrastrutture e la capacità produttiva del paese.

 

I commenti, le opinioni e le analisi del Dr. Mobius hanno finalità puramente informative e non devono essere considerati come una consulenza individuale in materia di investimenti né come una raccomandazione a investire in un titolo o ad adottare una strategia di investimento. Le condizioni di mercato ed economiche sono passibili di rapidi cambiamenti, pertanto i commenti, le opinioni e le analisi si intendono resi alla data di questo post e sono soggetti a modifiche senza preavviso. Il materiale non intende costituire un’analisi completa di tutti i fatti rilevanti relativi a un paese, una regione, un mercato, un settore, un investimento o una strategia.

 

Tutti gli investimenti comportano rischi, inclusa la perdita del capitale. I titoli esteri comportano rischi particolari quali fluttuazioni dei cambi e incertezze economiche e politiche. Gli investimenti nei mercati emergenti, un segmento dei quali è costituito dai mercati di frontiera, implicano rischi più accentuati connessi con gli stessi fattori, oltre a quelli associati alle dimensioni minori dei mercati in questione, ai volumi inferiori di liquidità e alla mancanza di strutture legali, politiche, economiche e sociali consolidate a supporto dei mercati mobiliari.I rischi associati ai mercati emergenti sono generalmente amplificati nei mercati di frontiera poiché gli elementi summenzionati – oltre a vari fattori quali la maggiore probabilità di estrema volatilità dei prezzi, illiquidità, barriere commerciali e controlli dei cambi – sono di norma meno sviluppati nei mercati di frontiera. I tassi di cambio possono registrare oscillazioni significative in brevi periodi di tempo e ridurre i rendimenti.

 



[1] Fonte: World Bank: 2013. Doing Business 2014: Understanding Regulations for Small and Medium-Size Enterprises. Washington, DC: World Bank Group. DOI: 10.1596/978-0-8213-9615-5. License: Creative Commons Attribution CC BY 3.0

[2] Fonte: CIA the World Factbook, stima luglio 2013.

[3] Fonte: Database IMF World Economic Outlook, October 2013, © By International Monetary Fund.

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