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Tensioni crescenti nella penisola coreana

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Il mondo è intento ad osservare la penisola coreana. La situazione tra Corea del Nord e Corea del Sud è tesa da molto tempo, ma è andata aggravandosi in un crescendo di aggressività e minacce dei leader della Corea del Nord e degli Stati Uniti.

Quando il leader nordcoreano Kim Jong-un ha minacciato un attacco missilistico contro l’isola di Guam (territorio statunitense) e lanciato un missile sul Giappone, la situazione è diventata ancora più incandescente. Da più di 30 anni la Corea del Nord lavora allo sviluppo di un programma nucleare e nonostante i richiami degli Stati Uniti e di altri, ha in realtà accelerato il passo.

Kim e Trump hanno ingaggiato una battaglia via Twitter, caratterizzata dal lancio di epiteti creativi su entrambi i fronti. E in una dimostrazione di forza, otto aerei statunitensi hanno di recente volato lungo la costa nordcoreana, nel punto più a nord della zona demilitarizzata tra Corea del Nord e Corea del Sud mai sorvolato da aerei da guerra americani da quando la Corea del Nord ha cominciato a testare missili balistici ed armi nucleari negli anni Novanta.

Le sanzioni contro la Corea del Nord che il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite (ONU) ha approvato all’unanimità all’inizio di agosto, hanno rappresentato un grande passo avanti in termini di risoluzione diplomatica della situazione. Tuttavia, nel sistema finanziario globale vi sono molti “varchi” che potrebbero ancora consentire ai nordcoreani di trasferire denaro in tutto il mondo, eventualmente usando Bitcoin ed altre criptovalute per sfuggire alle sanzioni.

I governi hanno riscontrato difficoltà crescenti ad attuare sanzioni contro la Corea del Nord a causa della sua vicinanza alla Cina e della riluttanza cinese (almeno finora) ad implementare drastici embarghi. Ritengo comunque che la Cina sia fondamentale per l’aiuto che può dare ai fini di una soluzione della situazione.

Tra Cina e Corea del Nord vi sono tradizionalmente stati scambi commerciali consistenti, ma finora la Cina è stata piuttosto restia ad esprimere troppa disapprovazione per le azioni coreane. Nel quadro delle sanzioni ONU, la Cina ha recentemente annunciato l’intenzione di imporre un bando immediato alle importazioni tessili dalla Corea del Nord e di limitare le esportazioni petrolifere a partire dal 2018.

I cinesi hanno inoltre annunciato la cessazione immediata delle vendite di petrolio condensato e gas naturale liquefatto alla Corea del Nord. Ciò dopo che Pechino ha tagliato gli acquisti di carbone, minerale di ferro e prodotti ittici nordcoreani, oltre ad altri beni. Poiché la Cina rappresenta circa il 90% del commercio nordcoreano, queste sanzioni sono alla fine destinate ad avere un impatto. Secondo alcune notizie, i cinesi potrebbero essere riluttanti a tagliare completamente le relazioni commerciali per il timore che un crollo del governo nordcoreano possa provocare una migrazione di massa in Cina. Le sanzioni non si ripercuotono solo sui governi, ma penalizzano i comuni cittadini. Alcuni osservatori ipotizzano che qualora tutte le esportazioni petrolifere cinesi alla Corea del Nord cessassero, la Russia potrebbe subentrare nel ruolo di esportatore.

Osservazioni sulla Corea del Nord

In un articolo sul Wall Street Journal ad agosto 2017, l’ex Segretario di Stato statunitense Henry Kissinger ha ricordato che sebbene la Corea del Nord non abbia sviluppato un arsenale di missili balistici intercontinentali (ICBM) operativo, i suoi missili a breve e medio raggio costituiscono già una minaccia per paesi come Vietnam, Corea del Sud e Giappone. Questi paesi potrebbero pertanto essere incentivati a sviluppare i propri armamenti nucleari, il che sarebbe nefasto per l’Asia ed il resto del mondo. La maggiore preoccupazione per la Cina sarebbe lo sviluppo di una forza armata giapponese in grado di compiere azioni offensive.

Le informazioni sulla Corea del Nord sono generalmente frammentarie, ma nel corso degli anni parecchi transfughi nordcoreani si sono rifugiati nella Corea del Sud, raccontando la situazione nel paese d’origine. Sebbene non mi sia mai personalmente recato in Corea del Nord, un medico che conosco è stato di recente a Pyongyang e mi ha raccontato alcune cose. Essendo un esperto chirurgo, gli è stato chiesto di effettuare alcuni interventi altamente specialistici e di istruire medici nordcoreani. I medici che ha incontrato lo hanno colpito e sembrano vivere bene. Mi ha detto che sono piuttosto preparati ed hanno accesso a riviste e siti Internet stranieri che forniscono informazioni sulla medicina in tutto il mondo.

I cinesi possono recarsi in viaggio in Corea del Nord ed un amico cinese mi ha raccontato le sue esperienze. È una persona molto acuta e nonostante gli sforzi per impressionare lui ed il suo gruppo, ha saputo vedere come stanno le cose effettivamente ed ha confermato che in realtà la maggior parte della Corea del Nord è molto povera.

I turisti in Corea del Nord, anche quelli cinesi, sono tenuti sotto un rigidissimo controllo e sempre in gruppo, con un itinerario fisso. Ogni luogo visitato dal mio amico appariva impressionante, ma non appena il gruppo partiva, le luci venivano spente. Un giorno ha detto alla guida turistica che era stanco e desiderava stare in albergo ma alla fine ha ceduto all’esortazione della guida di unirsi al gruppo. Si è reso conto che probabilmente l’alimentazione elettrica dell’albergo venisse interrotta una volta partito il gruppo, per risparmiare elettricità. In campagna, ha notato che le operazioni agricole sono tutte manuali e piuttosto primitive. Uomini e donne costruivano strade spaccando a mano pietre per realizzare l’aggregato.

Giornalisti di altri paesi hanno di tanto in tanto descritto scorci di vita nordcoreana, confermando i tour governativi rigidamente controllati di Pyongyang. Chi ha visitato il paese di recente ha potuto sentire o vedere varie dichiarazioni o manifesti indicanti che la Corea del Nord non intende desistere dalle proprie ambizioni nucleari. Sono stati visti bambini giocare con razzi giocattolo e riproduzioni di atomi. E in apparenza vi sono tutti i generi immaginabili di bombe. In una pasticceria era stato persino messo in mostra un dolce a forma di razzo, in modo che i turisti stranieri potessero vederlo. La sostanza è che la Corea del Nord sembra non voler rinunciare alla propria capacità nucleare, anche se a proprio pericolo.

Volendo acquisire una migliore comprensione della psicologia nordcoreana, ho recentemente letto il romanzo di Adam JohnsonThe Orphan Master’s Son, vincitore del premio Pulitzer per la narrativa nel 2013. L’interesse di Johnson a scrivere il libro, ambientato in Corea del Nord, è scaturito dalla sua analisi della lingua della propaganda. Offre un ritratto affascinante della vita nel paese. Sebbene si tratti di narrativa, penso che il libro possa offrire una migliore comprensione di quel che potrebbe succedere in Corea del Nord, perché molto è legato all’indottrinamento ed alla propaganda 24 ore su 24 che hanno creato il culto della dinastia Kim.

Benché vi siano state numerose notizie di carestie e carenze di energia in Corea del Nord, negli ultimi anni sono emersi segnali di crescita economica. I visitatori hanno notato miglioramenti, almeno nella capitale Pyongyang.  La banca centrale della Corea del Sud conduce ricerche sull’economia della Corea del Nord ed ha stimato che nel 2016 l’economia è cresciuta di quasi il 4% pur partendo certamente da una bassissima base. Si calcola che una parte consistente di tale crescita derivi dalla produzione di armi.

Relazioni tra Stati Uniti e Corea del Sud

Le relazioni tra Corea del Sud e Stati Uniti sono molto forti in considerazione della comune storia che risale alla guerra di Corea nei primi anni Cinquanta. Si calcola che in Corea vi siano 28.500 dei 150.000 militari statunitensi al momento di stanza in oltre 70 paesi del mondo.[1] La presenza militare statunitense è diminuita nel corso degli anni ed il governo sudcoreano ha pertanto dovuto incrementare le proprie forze allo scopo di assicurare una difesa adeguata.

La Corea del Sud paga gli Stati Uniti per sostenere i militari americani di stanza nel paese (più di USD 800 milioni l’anno dal solo 2014).[2] Oltre alla compartecipazione ai costi diretti, la Corea spende importi significativi per l’acquisto di armi dagli Stati Uniti. Dal 2014 al 2016, la Corea del Sud ha acquisto armi statunitensi per un controvalore di oltre USD 1 miliardo.[3] Inoltre, la Corea del Sud sta spendendo miliardi anche per nuove costruzioni e strutture in sostituzione delle vecchie basi statunitensi.

Oltre agli aspetti militari, vale la pena di osservare le relazioni commerciali tra la Corea del Sud e gli Stati Uniti. La nuova amministrazione Trump ha prospettato l’opportunità di relazioni commerciali più eque tra i due paesi. Funzionari statunitensi hanno dichiarato che ogni apprezzamento o deprezzamento eccessivo della valuta sudcoreana provoca turbative di mercato, che penalizzano a loro volta le società americane.

Al momento, la Corea del Sud è uno dei paesi “monitorati” dal Dipartimento del Tesoro statunitense per potenziali manipolazioni valutarie. L’elenco comprende anche Cina, Giappone, Taiwan, Germania e Svizzera. Si fa rilevare che nessun partner commerciale degli Stati Uniti (inclusi i paesi suddetti) è stato definito come tale nel report più recente.[4]

Poiché la Corea del Sud ha rispettato alcune dei criteri utilizzati dagli Stati Uniti per considerare un paese come manipolatore (benché sottolineiamo ancora una volta che la Corea del Sud non è stata ufficialmente definita tale), il governo statunitense ha avviato un processo di richiesta di trattative commerciali particolari. Sarà utile osservare per il futuro questa relazione commerciale, in quanto le dinamiche potrebbero cambiare.

Dopo l’entrata in vigore dell’Accordo di libero scambio Corea-USA (FTA) nel 2012, il surplus commerciale con gli Stati Uniti è notevolmente aumentato superando nel 2016 USD 20 miliardi, il doppio rispetto a quello del 2011.[5] Gli Stati Uniti importano molti beni dalla Corea del Sud, inclusi veicoli, macchinari, farmaceutici e combustibili minerali.

Secondo quanto asserito da Trump, l’FTA avrebbe fatto perdere circa 100.000 posti di lavoro statunitensi, ma alcuni hanno contestato tale tesi. La Corea del Sud ha recentemente rifiutato una proposta degli Stati Uniti di rivedere il trattato commerciale, adducendo la necessità di ulteriori studi circa le cause e gli impatti del deficit commerciale.

Negli ultimi 10 – 15 anni, la Corea del Sud ha già ridotto in misura significativa la propria dipendenza dagli Stati Uniti, mentre la Cina è diventata un partner commerciale primario. Allo scopo di minimizzare la politica commerciale protezionistica dell’amministrazione Trump, sembra probabile che la Corea del Sud importerà un maggior numero di prodotti statunitensi, in particolare per quel che riguarda il petrolio. La Corea del Sud ha cominciato ad importare scisti statunitensi a partire da novembre 2016.

La maggior parte dei sudcoreani (inclusi alcuni miei colleghi) vive con la minaccia nordcoreana dal giorno in cui è nata. Quanto sta accadendo non è pertanto una sorpresa per queste persone e, come in passato, le minacce non hanno impedito ai sudcoreani di lavorare e cercare di migliorare la propria vita e quella dei propri familiari.

Un’arma nucleare rappresenta naturalmente un potenziale disastro globale e quindi non lascia vie di pianificazione, almeno sul piano degli investimenti. Per ora dobbiamo limitarci a stare tranquilli ed a continuare a lavorare.

Nei prossimi blog, parlerò del mio recente viaggio in Corea del Sud e delle opportunità d’investimento che al momento osserviamo nel paese, mentre speriamo in una soluzione pacifica dell’attuale situazione.

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[1] Fonte: The Heritage Foundation, 2017 Index of US Military Strength.

[2] Fonte: US Congressional Research Service, “US-South Korea Relations,” May 23, 2017.

[3] Fonte: Stockholm International Peace Research Institute.

[4] Fonte: US Department of the Treasury, “Foreign Exchange Policies of Major Trading Partners of the United States”, April 2017.

[5] Fonti: Office of the United States Trade Representative, United States Census Bureau.

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