Investire nei Mercati Emergenti

Prospettive

Prospettive per Cina e Asia: inizia la ripresa

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Mentre Stati Uniti ed Europa stanno appena cominciando a sentire l’impatto economico del coronavirus, in Cina inizia la ripresa. Nel nostro ultimo podcast “Talking Markets”, Manraj Sekhon, Chief Investment Officer, Franklin Templeton Emerging Markets Equity, ci parla dall’Asia offrendo qualche prospettiva e indicando dove si potrebbero trovare eventuali opportunità d’investimento nei mercati emergenti.

Ecco una conversazione tra Manraj Sehkon e Renee Anderson riguardo ai modi in cui la Cina ha imboccato la strada della ripresa dopo lo shock del coronavirus, descrivendo le eventuali opportunità che ne risultano in mercati emergenti selezionati.

Renee Anderson: Manraj, comincia tu: puoi illustrarci le tue opinioni sulla Cina e i mercati emergenti?

Manraj Sekhon: In questo momento, direi che la situazione in Cina ha due aspetti principali:

innanzitutto direi che la Cina è stata “la prima ad entrare, la prima ad uscire”. Pertanto al momento attuale i problemi che abbiamo visto svilupparsi alla fine dell’anno passato e all’inizio di quest’anno in termini di diffusione [del virus] sono contenuti. La situazione si è calmata notevolmente e cominciamo a vedere una ripresa. Secondo, direi che ora la situazione ha stranamente completato un cerchio e le preoccupazioni reali, nonché il focus reale, si sono spostate sul cosiddetto contagio di ritorno, che potrebbe essere portato da persone provenienti da fuori invece che dall’interno del paese, e la ritengo una situazione gestibile. In aggiunta, tuttavia, penso che il principale punto interrogativo nel medio-lungo termine riguardi l’impatto sulla crescita, sulla domanda e sull’attività fuori dalla Cina, e che cosa significherà per il settore che dipende dai rapporti con l’estero. Penso che questo sia ancora tutto da vedere.

Tornando quindi al numero di nuovi casi di contagio in Cina, sono relativamente trascurabili, se inquadrati rispetto a ciò che sta avvenendo in tutto il resto del mondo. Guardando a che cosa è avvenuto effettivamente nelle ultime settimane, possiamo dire che il mese di febbraio si è concentrato sul riportare le persone al lavoro. E ora, a marzo, l’obiettivo del governo e delle società è far ripartire la produzione. Secondo noi è già stato ripristinato circa il 60% della capacità produttiva. E nel corso del mese di aprile, questa normalizzazione progredirà costantemente. Sinceramente, ritengo che la Cina si sia riprendendo, pur essendovi ovviamente implicazioni per le catene di fornitura e la crescita. E, come ho già detto, il più importante è il settore dipendente dai rapporti con l’estero.

I dati dei primi due mesi dell’anno sono stati tra i peggiori mai registrati in Cina. Vi è stato un calo del 20% per le vendite retail e del 25% per gli investimenti obbligazionari. Non avevamo mai visto cifre simili. Non credo che la gente si concentrerà su quelle cifre, tuttavia danno un’idea di quello che è stato il rallentamento nei primi mesi dell’anno.

Io vi parlo da Singapore, dove l’epidemia è arrivata presto come in Cina, e sono state adottate notevoli misure aggressive. Penso che trovandovi qui di colpo, provenendo da qualche altra parte del mondo, all’oscuro di ciò che sta succedendo, e andaste nel centro città, in effetti non immaginereste mai che cosa abbiamo vissuto con l’epidemia del COVID-19. È chiaro che sono state adottate delle misure, la gente è molto attenta, ci sono regole precise da rispettare sul posto di lavoro, per i viaggi, ecc. Vi è quindi una certa attività che procede, qualche attività ragionevole nelle aree abitualmente interessate. Analogamente, se parlo con il nostro team sul campo in Cina, a Shanghai, sento dire quanto sia stato difficile. Girando per Shanghai, tuttavia, si avverte come la situazione al momento si stia lentamente normalizzando e si adottino le misure aggressive di protezione abituali.

Ritengo pertanto che dobbiamo essere capaci di affrontare la situazione, renderci conto di come potrebbero andare le cose se tutti saranno ragionevoli, e, quando saremo tornati alla normalità, le cose appariranno molto diverse.

Renee Anderson: Parliamo allora degli strumenti politici disponibili per aiutare la ripresa.

Manraj Sekhon: Abbiamo assistito a una notevole azione politica della banca centrale cinese per quanto riguarda i bassi tassi d’interesse, il sostegno al rifinanziamento delle piccole e medie imprese, per società realmente esposte a ciò che è avvenuto con l’epidemia del COVID-19. Abbiamo già visto i primi tagli dei tassi d’interesse. Abbiamo già visto tagli tra 50 e 100 punti base dei coefficienti di riserve obbligatori per le banche. E secondo me questo è appena l’inizio. A confronto con quanto abbiamo visto in Occidente, diciamo per esempio quello che ha fatto la Fed [Federal Reserve], direi che le autorità cinesi stanno usando le armi di cui dispongono molto attentamente e con misura. E ritengo che vedremo ancora altro.

Deve ancora arrivare uno stimolo fiscale. Negli ultimi 12-18 mesi, in Cina si è assistito a un’intensa attività di riforme attuate nell’ambito di piani di lungo termine, ma anche per reazione alla situazione creata dalla guerra commerciale. Nel lungo termine pertanto non credo che l’agenda delle riforme sia in pericolo, ma sicuramente potrà ripartire solo dopo che avremo superato questo momento. E tornando alla situazione fiscale, ritengo che la settimana scorsa la leadership cinese abbia rilasciato una dichiarazione molto interessante, e che merita grande attenzione, affermando che il focus si sposterà dalla crescita del PIL [prodotto interno lordo] ai posti di lavoro. Arrivando dalla leadership, è una dichiarazione molto importante, e chiunque saprà che dati e obiettivi sono stati un punto focale primario per la leadership cinese nel lungo termine. Il fatto che  i posti di lavoro stiano passando al centro dell’attenzione indica alcune cose.

Primo, che lo sviluppo e la maturazione dell’economia saranno importanti, ma nel breve termine. Più importante, è che i leader del paese comprendano e si rendano conto che questa crisi è molto diversa. E, a differenza di quanto è avvenuto per le crisi precedenti, la diversità comporta che non possono necessariamente farsene carico da soli e risolverla immediatamente. È per questo che si concentreranno sui posti di lavoro. Ritengo che nelle prossime settimane e mesi vi saranno anche altri annunci, possibilmente a sostegno delle società e assicurando che non vi siano interventi sugli stipendiati, in modo che le società possano trattenere i lavoratori e non essere obbligate a trasferirli ad altre funzioni. Perso che questi siano alcuni elementi ai quali si dovrà prestare attenzione.

Renee Anderson: Manraj, tu puoi tastare il polso della situazione in Asia in vari mercati emergenti. Che cosa si dice sul posto riguardo agli impatti di breve termine, e che cosa pensi delle attuali valutazioni attuali nella tua parte del mondo?

Manraj Sekhon: Ecco, Renee, penso che sia la questione più importante. Innanzitutto vorrei premettere che è ancora troppo presto per parlarne. Stiamo parlando sempre di società locali, non solo in Cina o nell’Asia settentrionale, ma in tutto il mondo emergente, e ciò che vediamo – e giudico confrontandolo con ciò che i mercati ci dicono, è una questione di liquidità, di solidità dei bilanci e di vicinanza ai consumatori. È chiaro che le società che si interfacciano direttamente con i consumatori stanno soffrendo.

Detto questo, è ovvio che vi sia anche chi chiaramente beneficia della situazione. Sappiamo bene che se si parla di società locali, fino ad ora il focus è stato rivolto al ripristino completo della catena di forniture per la tecnologia e manifattura, oltre che nell’industria. Tenendo conto di ciò che sta succedendo per la domanda, vediamo qualche società che sta recuperando molto lentamente l’utilizzo della capacità e ricostituendo le scorte. Agiscono pertanto con molta attenzione. Inoltre ritengo che fintanto che al centro c’è la domanda, dobbiamo trattare con molta prudenza le cifre di breve termine, le cifre della produzione, le cifre operative. Sotto molti punti di vista, da essere un problema di forniture è diventato un problema guidato dalla domanda. In poche parole, direi che è ancora troppo presto.

Ciò che stiamo vedendo, tuttavia, è la diversità dell’impatto esercitato a seconda del tipo di economie del mondo emergente. La Cina chiaramente sta uscendo prima da questa situazione. Scendendo verso i paesi meridionali dell’Asia orientale, in effetti la dipendenza delle loro economie dall’estero è un elemento determinante. Così, le economie più legate ai flussi esterni stanno chiaramente attraversando un momento difficile, che attualmente è diventata una vera recessione, almeno nel breve termine. Come dimostrano i dati, stiamo iniziando a vederne l’impatto in alcune delle economie emergenti più grandi e più distanti geograficamente dalla Cina, India e Brasile. E cominciamo a vedere alcune reazioni del mercato alla possibile sofferenza finanziaria che ciò potrebbe comportare, ma, ancora una volta, è troppo presto.

Tornando agli interrogativi, direi che per i prossimi sei-nove mesi prevediamo una ripresa trainata dai consumi interni. Penso pertanto che le società e i gruppi realmente concentrati su ciò che sta avvenendo in Cina usciranno per primi da questa situazione, e vi è una forte domanda destinata ad aumentare in Cina, e, con la normalizzazione del paese, si comincerà a vedere l’impatto della spesa dei consumatori per attività legate al tempo libero, probabilmente prima piuttosto che dopo. Secondo me dovremmo prevederlo a partire dalla prima metà di quest’anno. Penso che la questione più importante sia che, anche se l’economia cinese è attualmente molto più dipendente dai consumi interni, considerando che circa due terzi dell’economia e del mercato in realtà dipendono da quello che avviene all’interno del paese, non va tuttavia trascurato che ciò è a sua volta legato a quello che avviene nei settori legati all’estero. Si risentirà pertanto qualche effetto nel rallentamento provocato da ciò che avviene in Occidente, con conseguenti effetti secondari su ciò che avviene all’interno della Cina.

E, come sappiamo, ritengo che mentre in Occidente il numero dei casi sta aumentando e l’attività è arrivata a bloccarsi, i mercati non si stiano concentrando sull’azione politica, il che è comprensibile. Vedo infatti che l’azione politica, monetaria o fiscale che sia, è stata molto attiva a livello fiscale in alcune parti dell’Europa, in particolare nel Regno Unito. Lo vedo come una specie di backstop. Per il momento, i mercati si stanno concentrando realmente sulla liquidità e qualche stima dell’impatto sull’attività di questa brusca fermata.

Tuttavia, non appena cominceremo a vedere una stabilizzazione della diffusione, e, lo ripeto, è molto pericoloso fare previsioni in merito, quando cominceremo a vederla mi sembra ragionevole pensare che i mercati cominceranno a prendere atto correttamente dell’impatto fiscale e monetario, e sarà questo il backstop che darà alla gente un motivo per ricominciare a guardare oltre, Nel frattempo, c’è una corsa alla liquidità, che stiamo vedendo nei mercati azionari e abbiamo visto nei mercati del credito, che in effetto si sono fermati, ma dobbiamo vedere questa stabilizzazione.

Tornando alla domanda relativa alle valutazioni, ritengo piuttosto interessante che in alcune parti del mondo emergente, in effetti, a livello di prezzo delle loro azioni alcune delle società più importanti sembrano in effetti avere risentito minimamente di quello che sta avvenendo nel resto del mondo. E ritengo che in quanto investitori siamo convinti che ciò stia trasparendo da certi episodi attuali, certe efficienze del mercato, ma sia anche un riconoscimento dell’esposizione auspicata dalla gente in questi mercati. In quest’episodio, vediamo società tecnologiche relativamente difensive. Detto questo, tuttavia, riteniamo che siano quelle che usciranno comunque vincenti da questa vicenda. Cominciamo a vedere parecchio valore nei titoli finanziari, in certe aree dei consumi. Probabilmente è tuttavia prematuro cominciare a concentrarsi su tali aree. Direi quindi che stiamo vedendo un forte supporto per le valutazioni. Dobbiamo guardare al superamento di questa vienda e a come apparirà il mondo alla fine di quest’anno, ed è quello che stiamo cercando di fare ora, mantenendoci intanto molto vicini alle società.

Renee Anderson: Sono opinioni davvero molto interessanti, Manraj. Ovviamente, nel mondo si stanno verificando anche certi altri eventi geopolitici, quindi puoi descriverci qualche possibile implicazione per gli investitori in un periodo più lungo? Dove vedi alcuni rischi effettivi e opportunità, più in generale, considerando la situazione in una prospettiva di lungo termine?

Manraj Sekhon: Penso che in quanto investitori attivi e gestori attivi, indubbiamente stiamo attraversando un momento terribile per tutti, ma questo ci dà anche l’opportunità di impegnarci realmente con le società e individuare come riteniamo che supereranno questo momento, in modo da poterci posizionare di conseguenza nel modo migliore. Ritengo pertanto che sia il momento opportuno per essere molto attivi e molto selettivi, ed è quello che stiamo facendo.

I bassi prezzi dell’energia, del petrolio, generalmente sono buoni per l’Asia. Sono sicuramente benefici per le principali economie asiatiche, quali Cina e Corea del Sud, e certamente per il Giappone nonché per l’India.

Torniamo alla tua domanda – mi avevi chiesto dove vediamo le opportunità più interessanti? Direi nell’Asia settentrionale, e, con il ripristino dell’efficienza delle catene di fornitura, cominceremo a vedere anche certi consumi selettivi. Inoltre direi probabilmente nel segmento medio dell’area dei consumi, la spesa dei consumatori di fascia medio-bassa riprenderà molto più rapidamente. Stiamo anche riconsiderando il Brasile, che negli ultimi uno o due anni è stato molto forte. In quel mercato abbiamo assistito ad una drastica correzione. E ritengo che riesaminandola questa costituisca un’opzione, poiché l’agenda politica in Brasile non è cambiata. Il profilo di crescita è ancora intatto lungo tutto quest’episodio. È un’altra area che stiamo osservando attentamente. Sono queste due aree alle quali presterei un’attenzione particolare.

Renee Anderson: Sono stati dei punti molto interessanti, Manraj, grazie per avere condiviso oggi con noi le tue analisi e prospettive.

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